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Fondo Europeo Pesca – Misura 3.5

Fondo Europeo Pesca – Misura 3.5

Di In Non categorizzato Il 7 Marzo 2017


Relazione analitica della ricerca e dei risultati ottenuti del Progetto di Ricerca F.E.P Campania 2007/2013 – Misura 3.5, Progetti Pilota – Caratterizzazione molecolare delle popolazioni di interesse per la pesca al fine di calibrarne un ottimale sfruttamento

Periodo di attività:
Gennaio 2008- Dicembre 2010

Responsabile scientifico:
Dott. Domenico Fulgione

Personale:
Dott. Domenico Fulgione, Dott.ssa Daria Maria Monti

Obiettivo del nostro progetto era studiare le strategie di caratterizzazione degli stock ittici mediante marcatori molecolari. Ciò al fine di applicare tali protocolli in un’ampia varietà di specie a garanzia sia dell’interesse economico che della biodiversità marina. Infatti, una completa caratterizzazione delle risorse biologiche, utile alla definizione di strategie gestionali, deve tenere in considerazione tutti i livelli di indagine.

L’approccio di analisi a livello di specie  è risultato particolarmente efficace nella individuazione delle peculiarità della popolazione di gambero reale del Mediterraneo meridionale. In particolare, la distanza genetica è risultata significativamente elevata tra le popolazioni divise dal canale siculo-tunisino. Questi risultati, uniti alla diversità aplotipica, hanno permesso di costruire un modello di organizzazione delle popolazioni distinto per due aplo-gruppi, quello est e quello ovest.

L’inquinamento può essere considerato una delle prime cause che genera danni al DNA e un approccio per valutare le possibili conseguenze dell’inquinamento che determinano danni genetici è stato realizzato su cefalo presente in aree degradate in Campania, dove sono stati riscontrati evidenti segnali di genotossicità.  I pesci e gli anfibi sono spesso usati come sentinelle ambientali per analisi, essendo, in molti casi, capaci di bio-accumulare sostanze tossiche e di rispondere anche a basse concentrazioni di agenti genotossici. Le analisi tossicologiche effettuate sugli eritrociti di Liza ramada hanno evidenziato una significativa differenza del danno genotossico nei tre laghi flegrei e del mare prospiciente, con i valori più elevati nel lago d’Averno e quelli più bassi nel Fusaro.

Tutti i risultati confermano come gli strumenti molecolari e cellulari saggiati in questo progetto possano rivelarsi utili indicatori dello stato delle popolazioni ittiche di interesse per la pesca.

La pubblicazione dei risultati ottenuti in riviste scientifiche dotate di impact factor e la divulgazione dei dati in conferenze scientifiche comprovano la natura sperimentale dell’attività di ricerca.

Pubblicazioni

  1. Fulgione D., Rippa D., Manganiello E., Caliendo M.F., Rastogi R.K. (2008) Seasonal Genetic Structure Analysis of a Resident Population of European Robin. The Open Zoology Journal, 1: 11-17.
  2. Zitari-Chatti R., Chatti N., Fulgione D., Caiazza I., Aprea G., Elouaer A., Said K., Capriglione T. (2009) Mitochondrial DNA variation in the caramote prawn Penaeus (Melicertus) kerathurus across a transition zone in the Mediterranean Sea. Genetica, 136(3): 439-447.
  3. Monti D.M., Yu W., Pizzo E., Shima K., Hu M.G., Di Malta C., Piccoli R., D’Alessio G., Hu G.F. (2009) Characterization of the angiogenic activity of zebrafish ribonucleases. FEBS J, 276(15): 4077-4090.
  4. Maselli V., Polese G., Rippa D., Ligrone R., Rastogi RK, Fulgione D. (2010) Frogs, Sentinels of DNA Damage Induced by Pollution in Naples and the Neighbouring Provinces. Ecotoxicology and Environmental Safety, 77(7): 1525-1529.

Poster a congresso

  1. XIX Congresso della Società Italiana di Ecologia (S.It.E.)” di Bolzano, settembre 2009 “Liza ramada come organismo sentinella di rischio ambientale; i laghi flegrei, un caso studio. Autori: Maselli Valeria, Rippa Daniela, De Marco Anna, Russo Giuliana, Fulgione Domenico.
  2. LXIX Congresso Nazionale dell’Unione Zoologica Italiana (UZI), settembre 2008, “comet assay su eritrociti di Rana esculenta, uno strumento per valutare lo stato di salute dei fiumi in Campania.”. Autori: Valeria Maselli, Gianluca Polese, Nunzia Liguori, Piera Tocci e Domenico Fulgione.

Comunicazioni orali a congresso

14/07/2014 Convegno Intermedio del Progetto MODO organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II presso Stazione Zoologica con un contributo orale dal titolo “Rana complex come organismo sentinella di effetti degenerativi del DNA in aree degradate della regione Campania. Modelli di studio Rana sp.”

 


Relazione analitica della ricerca e dei risultati ottenuti  del progetto di ricerca F.E.P.- Campania 2007-2013U.O.D. Pesca, Acquacoltura e Caccia Misura 3.5 Progetti Pilota: “Metodologie innovative per la rilevazione di xenobiotici e metalli pesanti nelle acque e in animali marini edibili”

Periodo di attività:
Gennaio 2007 – Dicembre 2013

Gruppo di lavoro  costituito da due unità di ricerca (UR):

  • UR 1: Bartolucci S., Contursi P., Fiorentino G., Limauro D., afferente al Dipartimento di Biologiadell’Università “Federico II” di Napoli, responsabile scientifico la Dott.ssa Gabriella Fiorentino
  • UR 2: Del Gatto A., Di Gaetano S., Pedone E., Zaccaro L., afferente all’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del C. N. R. di Napoli, responsabile scientifico la Dott.ssa Emilia Pedone

Le due unità di ricerca hanno competenze complementari e integrative sulla fisiologia di microrganismi termofili, sulla biologia molecolare e biochimica di enzimi termofili, sull’ immobilizzazione di proteine su nano-supporti, sulla sintesi chimica di molecole di natura peptidica e sulla caratterizzazione di nanoparticelle. La collaborazione di successo tra le due unità è comprovata da circa 30 pubblicazioni in comune e da alcuni finanziamenti di progetti.

L’ambiente viene di continuo sottoposto all’immissione di sostanze xenobiotiche il cui rilascio è dovuto principalmente ad attività antropiche. In questo ambito, la contaminazione dell’ambiente marino a seguito delle attività industriali urbane e agricole ha raggiunto dei limiti che rendono necessari interventi e controlli costanti. La contaminazione marina si può in generale riflettere in modo diretto o indiretto sull’uomo e la sua salute a causa dell’accumulo di sostanze tossiche negli organismi marini che entrano nelle catene alimentari, ovvero molluschi, crostacei e pesci.

L’attualità di tale problematica trova riscontro nei monitoraggi eseguiti dall’ARPAC dal 2001 al 2007 nelle aree anti stanti Foce Volturno, Napoli, Portici e Foce Sarno, che hanno rilevato quantità superiori ai valori soglia di metalli pesanti nei mitili. Il monitoraggio come azione preventiva per evitare la contaminazione delle acque soprattutto nelle zone industriali e come azione di recupero di siti inquinati è attualmente uno dei maggiori obiettivi ambientali. Negli ultimi anni sono state sviluppate tecniche e saggi sofisticati rivolti a migliorare i piani di monitoraggio ambientale;  tra questi l’utilizzo di specie bioindicatrici da affiancare alla valutazione delle concentrazioni di contaminanti nel comparto abiotico. Come già accennato, la contaminazione delle acque desta preoccupazione anche per la salute umana; infatti, sebbene dal consumo di pesce derivino diversi benefici nutrizionali dovuti soprattutto al contenuto di proteine di alta qualità, di vitamine ed di altri nutrienti essenziali,  il bilancio tra benefici e rischi dovuti all’ingestione di contaminanti chimici, è stato ad oggi poco caratterizzato. Per valutare i rischi per la salute del consumatore sarebbe dunque necessario misurare i livelli dei singoli contaminanti, confrontarli con quelli tossicologicamente accettati consigliati dalla FAO/WHO (Food and Agriculture Organization/World Health Organization) e calcolare il numero di pasti ammissibili per non incorrere in effetti dannosi per la salute.

In questo contesto si inquadra il presente progetto di ricerca che ha perseguito l’obiettivo di sviluppare delle metodiche innovative per la rilevazione di xenobiotici metalli pesanti in campioni liquidi (acque, acque di scarico, acqua circolante nei molluschi bivalvi, sangue di pesci) e solidi (ad es tessuto muscolare dei pesci). A tal fine sono stati progettati e realizzati due biosensori: 1) biosensore basato su cellule microbiche ingegnerizzate per misurare composti aromatici. 2) biosensore basato su nanoparticelle funzionalizzate con un enzima per dosare i livelli di arsenico inorganico. Tali studi rappresentano un punto di partenza innovativo, biocompatibile ed ecosostenibile, per sviluppare un sistema di misurazione dei livelli di composti tossici nei pesci.

La pubblicazione dei risultati ottenuti in riviste scientifiche dotate di impact factor e la divulgazione dei dati in conferenze scientifiche comprovano la natura sperimentale dell’attività di ricerca

Pubblicazioni

  1. Bartolucci S, Contursi P, Fiorentino G, Limauro D, Pedone E. Responding to toxic compounds: a genomic and functional overview of Archaea. Front Biosci (Landmark Ed). 2013 Jan 1;18:165-89. Review.
  2. Del Giudice I, Limauro D, Pedone E, Bartolucci S, Fiorentino G. A novel arsenate reductase from the bacterium Thermus thermophilus HB27: its role in arsenic detoxification. Biochim Biophys Acta. 2013 Oct;1834(10):2071-9. doi: 10.1016/j.bbapap.2013.06.007.
  3. Di Fiore A, Fiorentino G, Vitale RM, Ronca R, Amodeo P, Pedone C, Bartolucci S, De Simone G. Structural analysis of BldR from Sulfolobus solfataricus provides insights into the molecular basis of transcriptional activation in Archaea by MarR family proteins. J Mol Biol. 2009 May 8;388(3):559-69. doi: 10.1016/j.jmb.2009.03.030.
  4. Fiorentino G., Ronca R., Cannio R., Rossi M., Bartolucci S. A MarR-like transcriptional regulator involved in the detoxification of aromatic compounds in Sulfolobus solfataricus. 2007 Journal of Bacteriology, 190 7351–7360.
  5. Fiorentino G, Ronca R, Bartolucci S. A novel E. coli biosensor for detecting aromatic aldehydes based on a responsive inducible archaeal promoter fused to the green fluorescent protein. Appl Microbiol Biotechnol. 2009 Feb;82(1):67-77. doi: 10.1007/s00253-008-1771-0.
  6. Fiorentino G, Del Giudice I, Bartolucci S, Durante L, Martino L, Del Vecchio P. Identification and physicochemical characterization of BldR2 from Sulfolobus solfataricus, a novel archaeal member of the MarR transcription factor family. Biochemistry. 2011 Aug 9;50(31):6607-21. doi: 10.1021/bi200187j.
  7. Fiorentino G, Del Giudice I, Petraccone L, Bartolucci S, Del Vecchio P. Conformational stability and ligand binding properties of BldR, a member of the MarR family, from Sulfolobus solfataricus. Biochim Biophys Acta. 2014 Jun;1844(6):1167-72. doi: 10.1016/j.bbapap.2014.03.011.
  8. Pedone E, Fiorentino G, Pirone L, Contursi P, Bartolucci S, Limauro D. Functional and structural characterization of protein disulfide oxidoreductase from Thermus thermophilus HB27. Extremophiles. 2014 Jul;18(4):723-31. doi: 10.1007/s00792-014-0652-y.
  9. Politi J, Spadavecchia J, Fiorentino G, Antonucci I, Casale S, De Stefano L. Interaction of Thermus thermophilus ArsC enzyme and gold nanoparticles naked-eye assays speciation between As(III) and As(V). Nanotechnology. 2015 Oct 30;26(43):435703. doi: 10.1088/0957-4484/26/43/435703.

 


Relazione delle singole risorse impegnate nel progetto sull’attività svolta

Nel periodo 2003-2015 la Prof.ssa Anna Di Cosmo ha coordinato il gruppo di ricerca composto dal Dott. Gianluca Polese, ricercatore presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli Federico II.

La Prof. Anna Di Cosmo responsabile scientifico e coordinatore del progetto nel periodo 2007-2015 ha sviluppato la sua attività di ricerca:

  • realizzando un biosensore da Octopus vulgaris per la rilevazione di interferenti endocrini nell’ambiente marino;
  • Sono state valutate le proprietà antimicrobiche da emociti di Octopus vulgaris.
  • Sono stati identificati i recettori olfattivi presenti nella mucosa olfattiva di Octopusvulgaris e coinvolti nel riconoscimento degli stimoli chimici responsabili della regolazione delle risorse energetiche vs la riproduzione
  • Sono state indagate le basi molecolari delle attività osservate in termini di molecolecoinvolte (NPY, GnRH, FMRFamide, APGWamide) nella regolazione delle risorse energetiche vs la riproduzione
  • E’ stato valutata la qualità dell’ambiente applicando gli indici di biodiversità all’area diprovenienza dei due modelli di studio
  • Gli indici di biodiversità sono stati applicati caratterizzando la meiofauna in termini diabbondanza di taxa e di numero di individui
  • Identificazione dei recettori olfattivi presenti nella mucosa di Octopus vulgaris e coinvolti nel riconoscimento degli stimoli chimici responsabili della regolazione delle risorse energetiche vs la riproduzione. In particolare ha identificato tramite esperimenti di immunoistochimica i neuroni sensori olfattivi responsabili dell’espressione di GnRh, NPY, APGWamide ed OMP (olfactory marker protein)

 

Il Dott. Polese nel periodo 2003-2015 ha concentrato la sua attività di ricerca:

  • nell’isolare e caratterizzare la caulerpina contenuta negli estratti di Caulerpa cylindracea in collaborazione con il Dott. Ernesto Mollo ICB del CNR di Pozzuoli;
  • nell’identificare tramite esperimenti di comportamento condotti su Diplodus sargus i recettori olfattivi presenti nella mucosa e coinvolti nel riconoscimento degli stimoli chimici provenienti da MIS in questo caso dagli estratti di caluerpa precedentemente caratterizzati;
  • tramite esperimenti di comportamento ha valutato la risposta alimentare in termini di attacchi al cibo e aggressività di Diplodus sargus alimentato con gli estratti di caluerpa;
  • ha valutato l’efficienza riproduttiva di Diplodus sargus alimentato con caluerpina e previsto la ricaduta ecologica in termini di struttura della popolazione.
  • Sono state indagate le basi molecolari delle attività osservate in termini di molecole coinvolte (NPY, GnRh, FMRFamide, 5HT) nella regolazione delle risorse energetiche vs la riproduzione;
  • Identificazione dei recettori olfattivi presenti nella mucosa di Octopus vulgaris e coinvolti nel riconoscimento degli stimoli chimici responsabili della regolazione delle risorse energetiche vs la riproduzione. In particolare ha identificato tramite esperimenti di immunoistochimica i neuroni sensori olfattivi responsabili dell’espressione di GnRh, NPY, APGWamide ed OMP (olfactory marker protein)
  • Identificazione dei recettori olfattivi coinvolti nel riconoscimento degli stimoli chimici in su Diplodus sargus e valutazione delle capacità percettive nell’individuaremolecole provenienti da estratti di caluerpa precedentemente caratterizzati;
  • esperimenti sul comportamento per valutare la risposta alimentare in termini diattacco al cibo e aggressività di Diplodus sargus;
  • Sono state indagate le basi molecolari delle attività osservate in termini di molecolecoinvolte (NPY, GnRH, FMRFamide, 5HT) nella regolazione delle risorse energetiche vs la riproduzione; in particolare ha eseguito gli esperimenti di immunostichimica per valutarene l’espressione.


Relazione analitica della ricerca e dei risultati ottenuti del Progetto di Ricerca F.E.P Campania 2007/2013 –  Misura 3.5, Progetti Pilota 

ACQUE COSTIERE E ALLEVAMENTI DI MITILI NELLA REGIONE CAMPANIA: NUOVI BIOMARCATORI PER LA DETERMINAZIONE DELLA LORO QUALITÀ

Responsabile Scientifico:

Prof. Rosaria Scudiero

Partecipanti:

Prof. Gionata De Vico, Prof. Serena Aceto, Dott. Ida Ferrandino

Periodo di attività:

Gennaio 2009- Dicembre 2011

Il progetto ha previsto studi tesi alla caratterizzazione di biomarcatori molecolari, cellulari e tissutali per il monitoraggio dell’ambiente marino costiero e per la definizione di un disciplinare per la valutazione della qualità dei mitili (in particolare Mytilus galloprovincialis) in esso allevati.

Innanzitutto si è proceduto al monitoraggio di bioindicatori cellulari e tissutali (la presenza di parassiti gonadici, risposte infiammatorie, degenerative e neoplastiche) e di bioindicatori della qualità generale dell’ambiente in cui i molluschi vivono, quali le metallotioneine, coinvolte nei fenomeni di detossicazione da metalli pesanti e radicali liberi.

Sono stati identificati vari siti del litorale campano nei quali effettuare i campionamenti degli esemplari di M. galloprovincialis; i campionamenti sono stati effettuati anche in allevamenti situati nel Golfo di Napoli. In tal modo le attività di ricerca hanno fornito indicazioni sullo stato di “benessere” di questa specie ittica molto utilizzata, nel suo habitat naturale ed in acquacoltura.

Lo studio è stato svolto mediante un approccio interdisciplinare che ha integrato competenze di citologia, patologia animale, biochimica e biologia molecolare:

-analisi macro- e microscopiche, al microscopio ottico ed elettronico, tese a evidenziare lesioni infiammatorie, necrotiche, neoplastiche, nonché la presenza di organismi patogeni e simbionti nei tessuti;

-tecniche di biologia molecolare per l’isolamento e la caratterizzazione di geni, e per l’analisi di espressione (Real-Time PCR) dei messaggeri nei tessuti;

-tecniche di biochimica per la determinazione del contenuto di bioindicatori proteici (metallotioneine) nei tessuti;

-tecniche spettroscopiche: di spettroscopia ad assorbimento atomico per la determinazione del contenuto di metalli pesanti nei tessuti.

I dati ottenuti hanno messo in evidenza una scarsa qualità delle acque e dei mitili del litorale campano, almeno per i siti e i campionamenti effettuati, rapportate alle esigenze di un allevamento moderno teso ad una alta qualità della produzione; è emersa anche la necessità di integrare le vigenti normative sulla sicurezza alimentare con parametri più stringenti di tipo qualitativo che possano essere in qualche modo “premiali” rispetto agli allevatori più attenti e che diano ancor maggiore garanzia al consumatore. Sarebbe auspicabile la costruzione di una filiera della molluschicoltura, che parta da seme di provenienza e caratteristiche biologiche certe, fino a dare un prodotto finale tracciabile anche in rapporto al contesto ambientale in cui viene accresciuto, ingrassato e quindi commercializzato.

I parametri considerati in questo studio hanno permesso di stabilire una valutazione in tempo reale delle modificazioni dell’ambiente in rapporto alla risposta degli organismi, risultando essere, quindi, nel loro insieme un sistema efficace e poco costoso di monitoraggio. In tale contesto, l’idea di istituire una filiera della molluschicoltura fornita di un sistema di monitoraggio in continuo, accessibile liberamente in rete dagli addetti ai lavori e dai consumatori, risulterebbe di efficacia assoluta nel premiare i migliori produttori, permettendo anche un confronto con i gli stessi prodotti provenienti dall’estero. Il sistema dovrebbe prevedere l’individuazione mediante GPS dei siti di produzione, ed integrare per ogni sito i dati relativi alle caratteristiche ambientali con quelli che definiscono la qualità dei prodotti. Il tutto potrebbe costituire un sistema di certificazione, simile a quello già messo a punto ad esempio per la filiera delle carni, premiale nei confronti dei prodotti migliori.

La pubblicazione dei risultati ottenuti in riviste scientifiche dotate di impact factor e la divulgazione dei dati in conferenze scientifiche comprovano la natura sperimentale dell’attività di ricerca.

Pubblicazioni:

  1. Carella F., Aceto S., Maiolino P., De Vico G. 2010. Primo ritrovamento del protozoo Marteilia refringens lungo le coste campane. Atti del XVI Convegno Nazionale SIPI (Società Italiana di Patologia Ittica), Orvieto.
  2. Carella F., Aceto S., Anastasio A., De Vico G. 2010. First observation of Marteilia refringens in cultured mussel Mytilus galloprovincialis along the Campanian coast (South of Italy). Bulletin of the European Association of Fish Pathologists, 30(5): 189-196.
  3. Aceto S., Formisano G., Carella F., De Vico G., Gaudio L. 2011. The metallothionein genes of Mytilus galloprovincialis: tissue expression, genomic organization and evolution. Marine Genomics, 4: 61-68.
  4. Carella F., Aceto S., Maiolino P., De Vico G. 2011. Pale-yellowfish digestive gland, watery tissues, in mussel Mytilus galloprovincialis. Veterinary Clinical Pathology, 40(2): 273-274.
  5. Prisco M., Agnese M., Verderame M., de Meo E., Rosati L., Limatola E., Del Gaudio R., Aceto S., Andreuccetti P. 2012. Un sistema integrato per la sintesi della vitellogenina in Mytilus galloprovincialis. 58° Congresso Gruppo Embriologico Italiano-GEI, Roma, Italy.
  6. Carella F., Culurgioni J., Aceto S., Fichi G., Pretto T., Luise D., Gustinelli A., De Vico G. 2013. First report of Postmonorchis inq (Digenea: Monorchiidae) metacercaria infecting wedge clam Donax trunculus in natural banks of Italy. Diseases of Aquatic Organisms, 106: 163-172.
  7. Carella F., Aceto S., Fiengo M., Salemme M., Aniello F., Lo Muzio L., De Vico G. 2013. Correlation between the expression level of the mdm homolog gene and inflammatory lesions in different populations of the model organism Mytilus galloprovincialis from polluted areas of the Gulf of Naples (southern Italy). European Journal of Inflammation, 11(3): 837-846.
  8. Agnese M., Verderame M., de Meo E., Prisco M., Rosati L., Limatola E., del Gaudio R., Aceto S., Andreuccetti P. 2013. A network system for vitellogenin synthesis in the mussel Mytilus galloprovincialis (L.). J. Cell. 228: 547-555.
  9. Trinchella F., Esposito M.G., Simoniello P., Scudiero R. 2013. Cadmium, lead and metallothionein contents in cultivated mussels (Mytilus galloprovincialis) from the Gulf of Naples (Southern Italy). Aquaculture Res. 44, 1076-1084.
  10. Esposito M.G., Trinchella F., Scudiero R. 2013. Mussel Farms in the Gulf of Naples (Campania, Southern Italy): Real Opportunity or a Risk to Consumers? In: Mussels: Ecology, Life Habits and Control. Nowak J., Kozlowski M. Eds., Nova Science Publishers, Hauppauge, New York, pp. 149-156
  11. Scudiero R., Esposito M.G., Trinchella F. 2013. Aquaculture Along the Campania (Southern Italy) Coast: Assessment of Heavy Metals and Metallothionein Contents in Mussels from Different Farms. In: Advances in Environmental Research. Vol. 28, Daniels J. A. Ed, Nova Science Publishers, Hauppauge, New York, pp. 207-219
  12. Agnese M., Prisco M., Rosati L., Verderame M., De Meo E., Limatola E., del Gaudio R., Aceto S. and Andreuccetti P. 2013. The synthesis of vitellogenin in the mussel Mytilus galloprovincialis: an interdisciplinary approach. In: Mussels: Ecology, Life Habits and Control, Nowak J., Kozlowski M. Eds., Nova Science Publishers, Hauppauge, New York, pp. 123-135
  13. Aceto S., Carella F., Aniello F., De Vico G. 2013. High expression levels of the mdm gene are related to inflammatory response in the mussel Mytilus galloprovincialis. Fish and Shellfish Immunology 34: 1693.
  14. Scudiero R, Cretì P, Trinchella F, Esposito MG. 2014. Evaluation of cadmium, lead and metallothionein contents in the tissues of mussels (Mytilus galloprovincialis) from the Campania coast (Italy): levels and seasonal trends. CR Biologies, 337, 451-458.
  15. Carella F., Aceto S., Saggiomo M., Mangoni O., De Vico G. 2014. Gorgonian disease outbreak in the Gulf of Naples: pathology reveals cyanobacterial infection linked to elevated sea temperatures. Diseases of Aquatic Organisms 111: 69-80.
  16. Scudiero R, Esposito MG, Trinchella F. 2015. Mussels in the Gulf of Naples (Italy): from industrial production to sustainable fishery. SETAC Europe 25th Annual Meeting, Barcelona, Spain.