+39 081.123.4567 segreteria@biologia.dip.unina.it

Menu
Antonio PORCELLINI

Professore Associato di Patologia Generale (MED/04)

Antonio PORCELLINI - Professore Associato di Patologia Generale (MED/04) Dipartimento di Biologia - Università degli Studi di Napoli Federico II

Progetti di ricerca

La lettura del codice epigenetico: la metilazione come indicatore della riparazione del danno

Recentemente abbiamo sviluppato un modello che spiega la questione irrisolta della metilazione del DNA nelle cellule somatiche. Dai dati ottenuti emerge una precisa relazione tra la metilazione del DNA e il danno genomico: è stato dimostrato che la metilazione de novo del DNA corrisponde ai segmenti danneggiati e riparati per ricombinazione omologa. Alla luce di ciò è possibile ipotizzare che l’esposizione delle cellule tumorali a farmaci antineoplastici possa indurre alterazioni della metilazione in regioni genomiche critiche per la progressione neoplastica. Dati preliminari confermano che il modello sviluppato è applicabile anche alle cellule tumorali umane. Stiamo, quindi, applicato l’analisi del pattern di metilazione a diversi geni che vengono metilati nelle cellule somatiche. L’analisi del pattern di metilazione ci consentirà di individuare se e quali geni vengano metilati in seguito a chemioterapia con l’obiettivo di seguire l’evoluzione della metilazione e l’eventuale selezione degli epialleli nelle cellule sopravviventi al trattamento.

Il danno ossidativo del DNA come marcatore di evoluzione della malattia di Huntington (HD)

Lo stress ossidativo è osservato in molte patologie neurodegenerative e nelle malattie da poliglutamine. L’evento principale scatenante il danno ossidativo non è stato ancora identificato. I nostri risultati indicano che la NADPH ossidasi ed i mitocondri sono le fonti primarie dei ROS generati in neuroni che esprimono huntingtina (HTT) o proteine polyQ sintetiche. I ROS generati dalle ossidasi di membrana come quelli originatesi nei mitocondri inducono la risposta al danno del DNA (DDR) e l’attivazione di ATM. L’attivazione persistente del DDR può rappresentare la principale causa di una progressiva disfunzione neuronale che alla fine porta a morte dei neuroni interessati. Anche le cellule non neuronali dei pazienti affetti da HD sono sottoposti a stress ossidativo. Differentemente dai neuroni, nelle cellule proliferanti, il danno del DNA viene efficientemente riparato senza conseguenze evidenti sulla funzionalità dei tessuti periferici. Alla luce di ciò stiamo mettendo a punto un saggio da condurre su linfociti di pazienti HD per: 1. valutare la gravità della fenotipo HD; 2. monitorare l’avanzamento della malattia e fornire un indice di risposta alla terapia; 3 . identificare nuove molecole bersaglio.