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Alessandra POLLICE

Professore Associato di Genetica (BIO/18)

Alessandra POLLICE - Professore Associato di Genetica (BIO/18) Dipartimento di Biologia - Università degli Studi di Napoli Federico II

Progetti di ricerca

La capacità delle cellule di rispondere adeguatamente agli insulti sia esogeni che endogeni rientra tra i meccanismi omeostatici fondamentali per la salute e la vitalità delle cellule e quindi dell’intero organismo.
In questo ambito, un ruolo importante è esercitato dal noto oncosoppressore p14ARF, che, fungendo da sensore di vari tipi di stress (virali, genotossici, ossidativi e da ipossia) consente una riposta cellulare adeguata. Più recentemente è emerso che questa proteina è importante anche nell’immunità innata e nei processi infiammatori, pur se con un ruolo ancora da definire.
Siamo interessati allo studio, a livello molecolare, dei meccanismi protettivi che la cellula mette in atto durante la risposta agli stress, in particolare analizzando la funzione di p14ARF. Da un punto di vista più applicativo, la nostra attenzione è rivolta agli effetti che alcuni estratti di piante (Aloe arborescens, Capsicum annum, Uncaria Tomentosa, Curcuma longa) sono in grado di esercitare nell’adiuvare e regolare le risposte cellulari a stress di varia natura, anche analizzando la risposta p14ARF-mediata. D’altronde, i benefici di molte piante sono noti da sempre ma soltanto negli ultimi anni si stanno accumulando evidenze scientifiche che ne chiariscono i meccanismi d’azione a livello molecolare, garantendone l’efficacia e sostenendone l’utilizzo.
Un altro progetto in corso nel nostro laboratorio, in collaborazione con l’Istituto Neuromed (Pozzilli, Isernia), riguarda lo studio del ruolo dell’intestino nelle malattie neurodegenerative e in particolare nella malattia di Huntington. Negli ultimi anni sta emergendo sempre più chiaramente il ruolo che l’intestino svolge nella presentazione e nella progressione delle malattie neurodegenerative, a conferma del ruolo dell’asse intestino-cervello, noto da tempo. Alla base di tutte le patologie neurodegenerative, ma in realtà di tutte le patologie croniche, è presente un fenomeno di “leaky gut” ovvero di aumento della permeabilità intestinale con incremento dell’infiammazione locale e sistemica.
Stiamo indagando su questo fenomeno sia in vivo su modelli di topo (che ricapitolano la malattia di Huntington) che in vitro su cellule modello intestinali stabilmente trasfettate con il gene huntingtina, identificato come responsabile della malattia. A tutt’oggi non esistono cure per questa patologia ma stiamo accumulando alcuni risultati interessanti con la somministrazione del prodotto naturale curcumina (estratto da Curcuma longa) che può essere assunto per lunghi periodi senza effetti collaterali. Queste osservazioni aprono promettenti scenari per l’applicazione terapeutica nell’uomo.